L’igiene orale è alla base di qualsiasi trattamento che puň essere eseguito all’interno della bocca di un paziente. Ogni volta che viene eseguita una terapia odontoiatrica dovremo fare i conti con la capacità del paziente di mantenere pulito il proprio cavo orale.
Infatti sulla superficie dei denti batteri e residui di cibo formano una patina bianca chiamata placca microbica. Questa inizia a rendersi evidente in 24 ore, mentre tende a calcificare e a trasformarsi in tartaro in 48-72 ore e infine quest’ultimo sarŕ visibile dopo 7-15 giorni.
Alcuni tipi di batteri contenuti nella placca trasformano gli zuccheri contenuti negli alimenti in acidi, che demineralizzano lo smalto. Se la placca resta sulla superficie dei denti a lungo permettendo agli acidi di agire indisturbati, nello smalto si formeranno delle cavità (carie) (vedi conservativa). Inoltre i batteri possono infiammare le gengive e si parla allora di gengivite. Se poi la gengivite non viene curata, anche i tessuti di sostegno dei denti possono infiammarsi e andare incontro ad una parodontite (vedi parodontologia). E’ quindi importante che il paziente sia in grado di mantenere un buon grado di igiene orale al fine di evitare tali patologie.
Tutto ciň si traduce prima di tutto nella capacitŕ di saper eliminare i batteri dalla propria bocca in modo efficace e non traumatico, cioč saperli spazzolare correttamente.
Occorre perciň eliminare i batteri dalla placca microbica perché senza batteri non c’č patologia.
In commercio esiste una vasta scelta di spazzolini, sia manuali che elettrici. Sono validi entrambi, è però importante che siano provvisti di setole morbide o medie, mai dure, che potrebbero causare recessioni gengivali (abbassamento del margine gengivale traumatizzato)e ferite. La testa dello spazzolino deve essere piccola in modo da poter raggiungere facilmente anche le zone posteriori della bocca.

Presidi per l’igiene orale domiciliare: esempi di spazzolini elettrici e manuali e dentifrici


Saper spazzolare bene i propri denti ci garantisce di mantenerli in buona salute a lungo.
E’ importante perciň che ogni paziente sia in grado di spazzolare in modo corretto i propri denti e per fare ciň il dentista o l’igienista devono modificare le abitudini sbagliate di spazzolamento. Innanzitutto č da ricordare che una buona pulizia dei denti va fatta ad arcate separate e che si comincia sempre dagli elementi dentali posteriori, mentre di solito ci si sofferma di piů sugli elementi anteriori per la loro valenza estetica.
Lo spazzolino va tenuto ben saldo nel palmo della mano e si comincia sempre dalle superfici
interne dei molari inferiori. Si spazzola posizionando lo spazzolino dalla zona della gengiva e si esegue un movimento rotatorio verso l’alto. In questo modo si rimuoverŕ la placca sopragengivale e si eviterŕ che questa si porti sotto gengiva. La pressione con cui si esegue il movimento deve essere leggero e seguendo il profilo dei denti. Lo stesso movimento andrŕ eseguito sulla superficie esterna dei denti posteriori, aiutandoci con un dito per allargare lo spazio della guancia e raggiungere meglio la zona da pulire.
Per spazzolare correttamente la zona dei denti anteriori, possiamo aiutarci spostando il labbro inferiore con la mano libera e le setole dello spazzolino devono essere sempre orientate verso il basso, sul margine gengivale. Poi con un movimento rotatorio si passa dalle gengive ai denti.
Per pulire poi la faccia interna dei denti anteriori si deve far entrare tutta la testa dello spazzolino all’interno della bocca, sempre con un movimento rotatorio dal rosa della gengiva al bianco dei denti.

E’ inoltre necessario, per rimuovere correttamente tutto il microfilm batterico e risolvere spiacevoli casi di alitosi, pulire anche la superficie superiore della lingua. Lo si puň fare con lo stesso spazzolino o adoperare dei raschietti, composti da una o piů lamelle e costituiti o meno da setole. Sulla superficie ruvida della lingua infatti si depositano molti batteri e i residui maleodoranti della decomposizione dei cibi e facendo passare lo spazzolino o gli appositi raschietti sulla sua superficie dalla parte piů profonda verso la punta, otterremo una buona detersione.

Per pulire correttamente gli spazi interdentali sono poi necessari altri presidi, dato che le setole dello spazzolino non sono in grado di passare tra gli stretti spazi presenti tra un dente e l’altro. La scelta dello strumento piů idoneo viene effettuata sulla base di vari fattori anatomici ed individuali, quali la presenza/assenza della papilla interdentale (cioè della gengiva tra un dente e l’altro), la dimensione dello spazio interdentale, infine l’abilitŕ manuale del singolo paziente.
Se gli spazi interdentali si allargano a causa del normale arretramento delle gengive (recessioni gengivali), il filo interdentale puň non bastare per rimuovere i residui di cibo e la placca. Lo stesso puň capitare nel caso di protesi a ponte o di impianti, in cui l’igiene tra le corone della protesi risulterŕ disagevole. In queste situazioni saranno piů utili gli scovolini interdentali, strumenti che presentano un manico e una sola fila di setole a spirale e che verranno introdotti con cautela e mossi un paio di volte avanti e indietro.

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